correnti di risaccaE’ sempre più frequente il rischio di annegamento per bagnanti e nuotatori dovuto al fenomeno delle correnti di ritorno o “rip current”chiamate anche correnti di risacca.

Queste si manifestano lungo le coste in tratti di mare vicino a spiagge dove le onde formano dei percorsi di ritorno preferenziali con velocità che mettono in difficoltà anche i nuotatori più esperti.

L’energia del moto ondoso provoca queste correnti che sono una vera trappola per chi non conosce le zone a rischio specialmente in zone non sorvegliate da addetti alla sicurezza bagnanti.

Infatti le zone che appaiono più calme e più invitanti per nuotare sono quelle più insidiose ed attraggono gli sprovveduti che sono di solito meno sicuri nel nuoto.

La velocità e la tecnica

La velocità di queste correnti di ritorno verso il mare aperto è tale per cui, cercando di sfuggire ad esse, si rischia l’esaurimento delle energie ed il conseguente panico che risulta spesso fatale.

La tecnica consigliata sarebbe quella di uscire dal flusso della corrente nuotando in parallelo alla spiaggia ma non è sempre facile rendersi conto lucidamente della situazione in momenti così concitati.

correnti di ritornoTali correnti comunque si esauriscono al massimo entro un centinaio di metri dalla riva facendo un movimento circolare e spesso e’ preferibile lasciarsi trasportare dal flusso che riporta sempre verso la spiaggia.
Il vero problema consiste nell’evitare il panico, la perdita di forze che deriva dal contrastare il flusso della corrente e mantenere la calma.

Tutte cose facili in teoria ma spesso emotivamente incontrollabili a meno di disporre di un “aiuto al galleggiamento” affidabile come una cintura autogonfiabile che permetta di nuotare senza impedimenti e che si possa azionare quando occorre.

In questo modo e’ possibile superare il panico anche per bagnanti che non abbiano molta resistenza e sicurezza nel nuoto.

Le zone a rischio di correnti di risacca o “rip current” sono ben conosciute in località affacciate su spiagge oceaniche e sono prontamente identificate ed evidenziate con opportuna segnaletica da addetti alla sicurezza specialmente in Australia e Stati Uniti.

In Italia

In Italia la consapevolezza e la conoscenza del fenomeno, sempre più frequente anche per i cambiamenti climatici, è piuttosto recente e rimangono i problemi per luoghi isolati senza sorveglianza.

Per i nostri litorali ci affidiamo alla eccellente opera di organizzazioni di bagnini di salvataggio che negli ultimi decenni hanno contribuito a ridurre gli annegamenti da quasi mille a circa quattrocento all’anno che rimane comunque una soglia che non si riesce ad abbassare nonostante i progressi tecnici e l’utilizzo di nuovi strumenti.

Un punto critico inoltre riguarda,oltre le zone isolate, anche gli orari di presenza degli addetti alla sicurezza e per questo motivo è auspicabile l’utilizzo di attrezzature individuali indossate come l’autogonfiabile “Boeo Personal Lifeguard“.

Questo rende disponibile in pochi secondi un aiuto al galleggiamento efficace poco costoso ed ergonomico.